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Lascrittura, lalettura, lalangue.

Recensione a "Passe Partout" di Massimo Recalcati

Copertina libro Passepartout di Massimo Recalcati

A partire dal titolo, Passe Partout (2002-2025), questo libro di Massimo Recalcati appena pubblicato da Castelvecchi si presenta come una sorpresa ed un originale viaggio in ciò che non ha nulla di prevedibile anche se conosciuto.

Le prefazioni che l’autore ha scritto per libri di altri non solo lasciano trasparire la generosità e l’apprezzamento per i testi scelti ed i loro autori – premessa imprescindibile per l’onestà intellettuale e personale di Recalcati – ma ci guidano e danno voce, forma ed anima a quanto la bibliografia solitamente ci rimanda.

I libri sono sempre libri nei libri, le citazioni e le note ci portano ad approfondire e ad aprire porte che aprono su altre porte e mondi nei mondi, ma con questo libro Recalcati rende tali citazioni e riferimenti, le premesse ad altri testi, un viaggio che offre ai lettori spunti, riflessioni, conoscenza e dono di titoli ed autori che per quanto possiamo conoscere o riconoscere ci appaiono nuovi e da riscoprire. Ri-letture inedite.

Come si può risultare originali e vivificanti nel proporre prefazioni e temi di cui potremmo aver già letto?

Non so rispondere ma l’autore riesce a farlo con la maestria e la delicatezza che lo contraddistingue, la sua indubbia curiosità e passione che traspare dalle righe, ci apre la porta di ogni testo menzionato con chiarezza ed intuizione, che si parli di infanzia, amore, sesso, disagio della civiltà.

Nel suo testo A libro aperto. Una vita è i suoi libri, lo stesso Recalcati cita e riporta una meravigliosa fotografia che ritrae la Holland House Library di Londra nel settembre 1940, sventrata dai bombardamenti, e tre uomini quasi indifferenti alle macerie che hanno intorno, che consultano con garbo gli scaffali alla ricerca di un libro.

In quegli uomini, in quel garbo e fanciullesca ma rispettosa incuranza del reale mortifero che li circonda, rivedo Recalcati ed il suo amore per i libri e la scrittura come possibilità di rinascita e riscoperta.

Quanto la lettura e la scrittura creano “linee di fuga” davanti alla devastazione della guerra e della morte?

Per Deleuze la scrittura è un modo per fuggire alla morte, un modo per affermare la vita di fronte alla finitezza ed alla mortalità; queste linee di fuga sono ciò che le prefazioni di Recalcati ci indicano come percorsi, che ci aprono verso nuove possibilità e forme di vita. 

Scrivere di altri e per altri è già di per sé un generoso atto di creazione: creare l’interesse e le premesse di un testo, darne una visione soggettiva pur rispettando le intenzioni implicite ed esplicite dello scritto di un altro autore, scrivere di ciò che è stato scritto, accoglierne la domanda, tutto ciò costituisce una dimostrazione di stima ed interesse per quello che un altro ha creato ed un modo di valorizzare l’opera ed il suo autore offrendo uno sguardo “affettivo” ma mai acritico o privo di spunti.

Proprio come ciò che il passe partout offre ad un’immagine, esaltandone il contenuto senza sovrastarlo ma lasciando il giusto spazio/distanza affinché se ne possa cogliere l’essenza.

Ma come può un collage, in questo caso di prefazioni, divenire un’opera d’arte?

Taglio col coltello da cucina - Hannah Höch
Hannah Höch, Taglio col coltello da cucina Dada attraverso la prima era germanica dalla cultura del ventre pieno di birra della Repubblica di Weimar, 1919, Berlino, Staatliche Museen, Nationalgalerie

Ce lo insegnano grandi artisti quali Henri Matisse, Hannah Hoch, Robert Rauschenberg, Kurt Schwitters, che con il cosiddetto “montaggio analogico” producevano assemblaggi di immagini recise come da un minuzioso bisturi in modo soggettivo ed unico dando forma ad un’opera coerente nella sua molteplicità e che ciascuno può “leggere con la propria lalingua”.

Da una parte la scrittura come atto generativo e di resistenza alla morte, dall’altro la lettura come ricerca e come pausa dalla frenesia del tempo contemporaneo.

Per ogni autore/scrittore la propria opera è un gesto, un atto per sé ma rivolto all’altro, un altro che trarrà qualcosa di unico e soggettivo dalla stessa lettura.

Una lalangue, una lascrittura dell’autore che si incontra con una lalettura del lettore. Un incontro che lascerà segno.

Alba Donati, nella sua La libreria sulla collina, racconta di cosa ha significato per lei da bambina la lettura ed in seguito il suo desiderio di aprire una libreria: “Anche sapere che le donne carbonare venivano chiamate «cugine giardiniere» mi dava gioie insospettabili, era come avere la macchina del tempo, aprivo una pagina e premevo il bottone. Ero via, altrove, il mio posto preferito” (p. 12).

Ella dà anche una meravigliosa definizione della scrittura: “Chi scrive non fa esercizi di matematica, ma attinge a grumi, a ossessioni, a zone di inesistenza”.

Come Alba in questo testo dona ai lettori titoli di altri autori e la sua lalangue-lalettura-lascrittiura la fa tornare “[…] bambina che ha riparato come poteva le cose rotte. Riparato: mi torna in mente il saggio di Seamus Heaney, La riparazione della poesia” (p. 186), non smettendo mai di desiderare l’avvenire, così Recalcati riesce a guidarci attraverso il suo testo/viaggio in un’immaginaria biblioteca e pinacoteca che ci “ripara” dall’imprevedibile evento della vita, non nel senso difensivo del riparo, bensì come l’etimologia del verbo, repatriare, “ritornare in patria” simbolicamente e dopo essersene allontanati, e riparare come un rammendo di ciò che non si può dimenticare ma ci può insegnare.

Un’opera in movimento, fotogrammi che si susseguono lasciandoci il desiderio di approfondire, conoscere, leggere, ri-leggere, allontanarci per poter ritornare.

Nulla di nostalgico o retorico ma la testimonianza che la scrittura, la lettura ed i libri ci aiutano a viaggiare, ad aprire porte per vedere il mondo attraverso sguardi sempre nuovi, anche dalle porte socchiuse, o semiaperte, che le prefazioni di Recalcati ci donano.

 

Bibliografia

Recalcati M., A libro aperto. Una vita è i suoi libri, Feltrinelli, Milano 2018

Deleuze G., Guattari F., Che cos’è la filosofia, Einaudi, Torino 1996

Donati A., La libreria sulla collina, Einaudi, Torino 2022