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Gruppo di Studio sulla Violenza e sulla Violenza in Adolescenza

Il gruppo di studio nasce all’interno della SPP, come spazio di ricerca e confronto tra psicoanalisti e psicoterapeuti interessati a esplorare il fenomeno della violenza e in particolare della violenza in adolescenza con l’obiettivo di approfondire, in una prospettiva psicoanalitica, le forme contemporanee dell’agito violento che emergono nel territorio cittadino. L’obiettivo è interrogare la violenza non come semplice agito antisociale, ma come sintomo del legame sociale contemporaneo, come fallimento della funzione dell’Altro, e come tentativo del soggetto adolescente di iscrivere un significante dove la parola manca.

Modalità di lavoro

Il gruppo è stato pensato come un dispositivo che permette di tenere insieme clinica, teoria e contesto sociale, offrendo ai partecipanti strumenti per leggere ciò che accade nella città e nei suoi adolescenti. Si riunirà secondo un calendario concordato a partire da novembre 2026, in modalità laboratoriale, alternando: discussione teorica, lettura di testi, presentazione di casi clinici, riflessioni sul contesto sociale contemporaneo.

Arendt, H. (1964). La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme. Feltrinelli.
Girard, R. (1980). La violenza e il sacro (trad. it.). Adelphi.
Lacan, J. (2007). Il Seminario. Libro X. L’angoscia (A. Di Ciaccia, Trad.). Einaudi.
Recalcati, M. (2024). De odio. Feltrinelli

La scelta di avviare questo gruppo nasce dalla necessità di offrire uno spazio di pensiero rigoroso e condiviso di fronte agli episodi di violenza giovanile che hanno attraversato Palermo: aggressioni di gruppo, dinamiche di sopraffazione tra pari, violenze nella movida, fenomeni di umiliazione e diffusione digitale degli atti violenti. Questi eventi, ampiamente riportati dalla cronaca, interrogano profondamente il legame sociale e il ruolo degli adulti nella città. Accanto a ciò, non possiamo ignorare che gli adolescenti palermitani crescono dentro un mondo attraversato da una violenza più ampia, segnata da conflitti internazionali, immagini di guerra diffuse quotidianamente dai media, e da un clima globale di tensione che penetra nelle vite psichiche dei più giovani. La violenza del mondo in cui viviamo — dalle guerre ai fenomeni di odio collettivo — costituisce un orizzonte simbolico che amplifica la fragilità dei legami e rende più complessa la costruzione del limite e della responsabilità. Nel corso del 2027 dopo una prima fase di lavoro interno, il gruppo si aprirà a un dialogo interdisciplinare con figure che, a diverso titolo, osservano e interpretano i fenomeni della violenza nel contesto palermitano: giornalisti, sociologi, antropologi, operatori dei servizi educativi e culturali. Questa apertura risponde a una necessità specifica della città: i fatti di cronaca che hanno coinvolto adolescenti e gruppi di pari mostrano come la violenza non sia solo un tema clinico, ma un fenomeno che attraversa la cultura, i media, le narrazioni pubbliche e le dinamiche sociali. Il confronto con altri sguardi permetterà di ampliare la comprensione dei fenomeni violenti che emergono nel territorio, di integrare la prospettiva psicoanalitica con letture sociologiche, antropologiche e mediatiche, favorendo un dialogo aperto tra clinica e città.