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Società Padovana di Psicoanalisi

I soci fondatori della Società Padovana di Psicoanalisi (SPdP) provengono dai campi della psicoanalisi e della filosofia e hanno alle spalle esperienze di collaborazione che hanno fatto emergere il desiderio di un lavoro comune; questa composizione si riflette nelle linee direttive a partire dalle quali tale Società si fonda e sulle quali orienta la sua attività.

La SPdP mira a promuovere, a partire dal territorio cittadino, la ricerca e lo studio nel campo psicoanalitico: sui suoi concetti teorici, sulla sua pratica clinica e sulla questione teorico-pratica del loro rapporto. In questo lavoro, la SPdP punta a sostenere e a valorizzare la specificità della psicoanalisi, che ha avuto e continua ad avere anche un’aspirazione alla scientificità, che è per noi non un dato di fatto da assumere, ma una questione aperta da interrogare.

Il rigore del sapere psicoanalitico, a nostro avviso, si misura principalmente in tre direttive, radicalmente interconnesse.
Innanzitutto, nell’operazione complessa di identificazione del proprio oggetto, il soggetto dell’inconscio. Un oggetto specifico che non è senza rapporto con gli oggetti altrettanto specifici di altri saperi, pratiche e discipline, ma che, al contempo, si mostra irriducibile ad essi e richiede, affinché possa essere compreso nella sua natura e trattato nella sua operatività, l’istruzione di una teoria e un ventaglio di concetti determinati, dentro ai confini dei quali, solamente, la direzione della cura potrà essere fondata, anziché solamente presupposta, e, di conseguenza, esercitata in termini rigorosi.
Poi, nella sua strutturale apertura, cioè nel rifiuto di presentarsi come un assetto teorico chiuso e definitivo, immagine a cui la psicoanalisi oppone piuttosto l’idea di un lavoro costante di interrogazione dei propri punti ciechi e delle proprie impasse.
Infine, nella necessità di mantenere un rapporto fra il versante teorico e quello clinico che rifugga ogni saturazione del secondo da parte del primo, per opporvi piuttosto l’idea di un sapere capace di preservare la singolarità irriducibile del soggetto e l’esigenza irrinunciabile di un’etica psicoanalitica.

È sulla scorta di questi presupposti, e non per ragioni meramente accidentali, dunque, che la SPdP intende valorizzare la riflessione di Sigmund Freud come punto di non ritorno nella definizione dei confini del sapere psicoanalitico, identificando in essa la matrice della rottura epistemologica che ha consentito l’emergenza storica della psicoanalisi. E la riflessione di Jacques Lacan come la forma più attuale – dal punto di vista del rigore della sua articolazione e non della sua prossimità temporale – di organizzazione del sapere psicoanalitico. Nel “ritorno a Freud” di Lacan non ritroviamo né una mera ermeneutica, né un’operazione di rifondazione daccapo della psicoanalisi, ma piuttosto una riattivazione delle ragioni della sua emergenza. Una riattivazione di Freud in quanto evento, che si è determinata in un tentativo di continuare a lavorare le conseguenze di tale evento, rimanendo dentro al solco prodotto da tale evento, e, contemporaneamente, in un tentativo, altrettanto complesso, di individuare e assumere, sbrogliare e manipolare, i suoi punti ciechi e le sue impasse.

Nel suo lavoro, che si tradurrà in attività seminariali, in laboratori di lettura e in eventi aperti alla città, la SPdP intende parlare di psicoanalisi a tutti e tutte coloro che, avendola incontrata o intercettata, desiderano interrogarla, conoscerla, o anche metterla in discussione.
Più nello specifico, prevediamo l’istituzione di un gruppo di lettura permanente in forma ristretta, riservato allo studio di contributi identificati come fondamentali rispetto alla storia e al presente della riflessione psicoanalitica. Tale gruppo di lettura avrà come obiettivo l’auto-formazione dei suoi membri, la produzione di materiali scritti a cura delle iscritte e degli iscritti alla SPdP e l’organizzazione di giornate di studio e convegni scientifici.
Accanto, e in continuità, con esso, prevediamo la creazione di un seminario permanente in forma allargata, ospitato dal Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova e co-coordinato dalla SPdP e da docenti e ricercatori afferenti al Dipartimento FISPPA. Esso sarà orientato all’insegnamento dei concetti fondamentali della psicoanalisi a studentesse e studenti, dottorande e dottoranti, ricercatrici e ricercatori e docenti dell’Università di Padova, indipendentemente dal loro inquadramento e dalla loro formazione, e si proporrà, al contempo, come luogo di dialogo e scambio tra saperi, pratiche e discipline differenti, alla luce del confronto con i contenuti del sapere psicoanalitico.
Infine, sulla scorta dell’esperienza già maturata negli scorsi anni, prevediamo la continuazione di un’intensa attività di diffusione della psicoanalisi a ogni strato della cittadinanza, attraverso cicli di conferenze e presentazioni e discussioni di libri.

Coerentemente rispetto a ciò, la SPdP promuove, dunque, il confronto aperto con la cittadinanza in ognuna delle sue forme, articolazioni ed espressioni, con le sue aspirazioni e con i suoi problemi, così come il dialogo con altri saperi, pratiche e discipline, al fine di valorizzare i punti di incontro e di differenziazione. Ci muove la convinzione che il confronto interdisciplinare consenta sia di definire al meglio la specificità rispettiva dei differenti campi, sia di stabilire le condizioni e le basi per dei rapporti di scambio e di condivisione solidi e duraturi.

Presidente
Mavie Loda
Vice-presidente
Marco Ferrari
Segretario
Lorenzo Rustighi
Tesoriere
Marco Lottici
Consiglieri
Carolina Albretti
Pierpaolo Cesaroni
Simone Zara

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